Ritrovamenti militari

 

Buca americana

È una bella buca quella ritrovata da Salvatore Antonio e Marco in terreno di proprietà privata con permesso accordato gentilmente dalla famiglia Gamberini. A circa un metro di profondità son venuti alla luce due elmetti M1, diverse borracce e gavette americane, spazzolini, bottiglie di birra e coca cola, tubetti e caricatori. Purtoppo i militari per scongiurare l'arrivo indesiderato di roditori, mettevano fuoco all'interno della buca e molti oggetti si sono indeboliti rovinandosi irrimediabilmente.

Comunque il "bottino" superstite possiamo considerarlo eccelente.

 

 

Elmetto M1.

E dopo la pausa estiva, proibitiva per chi vuole scavare e riportare alla luce oggetti militari per via del caldo, gli insetti e

il terreno duro come roccia dove è più facile rompere quel che si trova che estrarlo come la terra lo ha conservato,

il gruppo di ricerca si è rimesso al lavoro, e questo è quello che è venuto fuori dal terreno. È un M1, piuttosto mal ridotto

come si vede, ma che presenta una eccezionalità: il proprietario ha dipinto i baffi da sergente in bianco, che sormontano

un pino verde, quello della 91st Infantry Division. I gradi sono dipinti anche all'interno el guscio.

 

 

Stendifilo spalleggiabile con bobina tedesca.

Ecco cosa ha riportato alla luce domenica scorsa Salvatore.

Si tratta di un stedifilo spalleggiabile tedesco che imiega tamburi da 300 mt., rapidamente intercambiabili e dotato

di guidafilo automatico per la corretta disposizione del conduttore sulla bobina. L'apparecchio veniva trasportato

da un solo operatore che lo indossava sulla schiena in fase di stenditura del cavo, e sul petto in fase di riavvolgimento.

Prodotta dalla Torpedo Werke di Francoforte nel 1943.

 

 

Disegni dal fronte.

"Durante una ricerca sul posto con i metal detector (abbastanza sfortunata) ci siamo imbattuti in una vecchia stalla, che

nell'inverno del 44 è servita, insieme ad altre poche case in un borgo di Livergnano, come riparo e campo alleato, ai piedi

del contrafforte.

Accompagnati dal proprietario, siamo entratti a dare un'occhiata e non potendo trovare niente, in quanto ormai utilizzata

civilmente, abbiamo concentrato l'attenzione sulle pareti, molto fatiscenti, ma originali. Infatti sulla parete destra compariva

inciso il nome del soldato Mec Lann ed è stato uno stupore ritrovare una firma di un soldato che ha passato un periodo del

gelido inverno del 44 sotto queste mura.

Mentre uscivamo, dando un'ultima occhiata per cercare qualche atra incisione, Antonio nota dei segni di matita in alto sulla

parete sinistra. Osservando attentamente ci rendemmo subito conto che non erano semplici segni ma un disegno, anzi una

caricatura. Una caricatura di un alpino con baffi e pizzetto alla Asterix e un nasone con in punta un bitorzolo lampeggiante.

Da dietro il cappello spunta un piccone da una parte e un oggetto non identificato dall'altra. Direi che più che un ritrovamento

è una bella scoperta. Ciò che in un pezzo di carta si sarebbe deteriorato, un muro ha conservato. Il disegno non è firmato

ed è impossibile sapere se è una caricatura o un'autocaricatura. Comunque il  segno delinea le mani di un'esperto."

 

 

Maschera ossigeno per aviatore. 

È un'importante recupero quello effettuato dal gruppo di ricerca del The Winter Line Museum all'inizio di maggio.

Si tratta di una maschera per l'ossigeno tipo A-14 in dotazione all'aeronautica americana e alleati. Probabilmente

la maschera era indossata dal pilota di un P-47 Thunderbolt, anche se, come ci fa notare l'amico Gianluca Mazzanti,

la maschera era in dotazione anche ai piloti di bombardieri quadrimotori come il B-17 Flying Fortress, o "fortezze volanti".

Ma noi abbiamo validi motivi per pensare che la maschera appartenesse al pilota di un P-47 per una serie di fatti

documentati. Il gruppo di ricerca sta ora effettuando delle verifiche, a presto le novità.

Il testo è stato aggiornato e corretto rispetto al precedente.


 

Manometro per Pneumatici.

Questo è un interesante pezzo. È un manometro per monitorare la pressione dei pneumatici, in dotazione alle

jeep americane come equipaggiamento speciale, per missioni su terreni sabbiosi o fangosi. Lo strumento è in ottone

e la presenza dell'anello indica che la jeep in questione era una Willys.

Tre erano le case costrutrici: Schrader, Syracuse, e Druge.

Il pezzo in questione è della DRUGE BROS MFG. CO. OAKLAND CALIF., e reca inciso, oltre alla casa costrutrice,

la dicitura US PROPERTY ORDNANCE DEPT.

 

 

Gun Camera AN-N6 del P-47 Thunderbold.

È stata ritrovata dopo 65 anni dal gruppo di ricerca del The Winter Line Museum la Gun Camera del P-47 Thunderbold,

sigla e matricola P-47D-27-RE nº 42-26782 precipitato il 6 novembre 1944 nei pressi di Livergnano e pilotato

dal Ten. Pil. John Richardson Cordero e Silva. La scatola era collegata ad una fotocamera che scattava in sequenza

i fotogrammi dei bombardamenti, degli attacchi in picchiata o gli obiettivi da colpire.

In base alla missione, la scatola veniva anticipatamente impostata alla velocità di scatto desiderata.

Purtroppo le pellicole sono ormai inutilizzabili, e mai nessuna immagine scattata potrà rivelarci la verità dell'accaduto.

Approfondimenti.

La Gun Camera AN-N6  è il modello USAAF più comune, prodotta dalla Fairchild e impiegata sui  P-38 . P-47 . P-51 e
addirittura sul Boeing B-29. Nel Thunderbolt era installata nell'ala destra ed era accesa/spenta dal pilota tramite lo switch

delle armi nel pannello strumenti. La posizione della fotomitragliatrice è ben visibile nelle foto n°4 qui sotto.

Gianluca Mazzanti


 

Ritrovati i resti di due soldati tedeschi

Dopo lunghe ricerche effettuate sui racconti degli anziani di Livergnano, che ricordavano una croce piantata nel terreno ai

bordi di un dirupo nei pressi del paese, Salvatore Licciardone e Antonio Arca, collaboratori del museo The Winter Line, settacciando minuziosamente tutta la zona hanno oggi, domenica 9 gennaio, ritrovato la croce sotto un sottile stratto di terriccio. Ma il continuo rilevamento dei metal detector ci hanno spinto a svolgere ulteriori scavi e così a una profondità di circa 70 cm è venuto alla luce anche un elmetto tedesco. All'interno dell'elmetto si trovava un frammento di cranio, e così senza parlare e col cuore in gola in tre ore di scavo sono venuti alla luce i resti di due soldati tedeschi caduti durante i combattimenti del 1944. A quel punto son state avvertite le autorità competenti, che in poco tempo son giunte sul posto. I due corpi, colpiti probabilmente da colpi di mortaio, son stati sepolti in una buca con tutti i loro oggetti personali. Oltre ai due elmetti, c'erano una gavetta incisa con le iniziali M.T. SS, un coltello da tasca, i bottoni e le fibie di due divise, un paio di scarponi da alpino tedesco ancora allacciati e i caricatori. Una particolarità che ci ha permesso di immaginare il possibile tragico scenario del momento, è stato un grosso frammento di bomba da mortaio incastrata tra la tibia e il perone di un soldato. I resti dei corpi, dopo i rilevamenti, son stati presi in consegna dai carabinieri di Pianoro nella persona del comandante maresciallo Angelo Fornario, che dopo tutti gli accertamenti del caso, porteranno i resti dei due soldati nel cimitero di guerra della Futa. Gli oggetti personali invece saranno esposti al museo The Winter Line di Livergnano, che in collaborazione con il museo di guerra di Dresda, stanno cercando di dare una possibile identità ai due soldati.

 

 

Bobina DR-4

In una domenica di novembre è stata portata alla luce da Salvatore e Antonio una bobina di avvolgimento DR-4 per filo

W-110-B 1, cavo di comunicazione per telefoni EE-8 americani. La bobina si trovava in località Bortignano a circa

un metro di profondità, con uno stato di buona conservazione.

 

Attenzione agli ordigni inesplosi

Se durante le vostre ricerche o durante una passeggiata nel bosco capitate davanti ad ordigni inesplosi, come nelle

immagini sotto, fate attenzione, non maneggiateli o peggio, non tentate di portarli via. Meglio lasciarli dove sono, fate

qualche foto se volete, ma appena possibile avvertite le autorità di ordine pubblico.

Tutti possono essere enormemente pericolosi.